Manifesto
"Quartieri al Cinema" è un progetto di cinema di comunità itinerante, nei quartieri di Manfredonia, pubblico e gratuito.
Non è una rassegna cinematografica estiva, né l'ennesimo festival. Vogliamo ritrovarci negli spazi che abitiamo.
Per questo immaginiamo un gesto semplice. Un furgone. Un proiettore. Delle sedie. Il grande cinema italiano.
Ci piace pensare che basti poco. Come accadeva quando, nelle sere d'estate, bastava uscire di casa con una sedia. Una sedia accanto all'altra trasformava un tratto di strada in un rutillo. Nessuna sala standard pronta ad accogliere grandi numeri, nessun grande allestimento: soltanto persone che decidevano di fermarsi. È questa l'immagine da cui vogliamo ripartire.
Portare il cinema nei quartieri meno raggiunti dalla programmazione culturale è una scelta profondamente politica. Significa affermare che ogni parte della città ha diritto ad immaginarsi comunità, alla partecipazione e all'incontro. Significa scegliere di costruire nuovi luoghi della cultura, non perché vengano edificati, ma perché tornino a essere abitati.
Il cinema è il pretesto, non il fine.
Questo è un progetto di geografia affettiva, nella quale ogni quartiere possa tornare a essere un luogo riconosciuto, vissuto e condiviso.
Negli anni abbiamo progressivamente ristretto anche il significato dei luoghi della città. Il centro, turistico e vivo. Le periferie, quartieri albergo: luoghi nei quali si torna la sera per dormire e dai quali si riparte al mattino. Luoghi attraversati ma non abitati, nei quali si è lentamente affievolita la possibilità di riconoscersi come comunità.
Abbiamo smesso di immaginare che possano essere essi stessi luoghi di cultura. Abbiamo confinato la cultura in pochi spazi riconosciuti, perdendo l'idea che possa nascere anche su un marciapiede, in un parcheggio, in una strada che torna a essere vissuta dalle persone. Questo progetto nasce proprio da qui.
Non dall'idea di portare il cinema dove manca, ma dalla volontà di tornare a conoscere la nostra città. Perché la prima riappropriazione riguarda noi stessi. Anche noi abbiamo smesso di conoscere alcuni angoli di Manfredonia, di percorrere certi quartieri, di sapere il nome delle loro strade, di immaginarli come luoghi nei quali fermarsi.
La parola cultura deriva dal latino colere: coltivare, prendersi cura, abitare. Prima ancora di indicare il sapere, la cultura raccontava un gesto. Quello di chi sceglie di dedicare tempo, attenzione e responsabilità a un luogo perché possa generare vita.
Ci chiediamo allora cosa significhi oggi questa parola a Manfredonia.
Se la rivolgessimo ai cittadini della nostra città, quale immagine restituirebbero? Quali sono i luoghi che riconoscono come culturali? Dove immaginano che la cultura possa essere ricercata?
Forse le risposte ci direbbero molto del tempo che stiamo vivendo. Per molti la cultura appartiene a luoghi precisi, a edifici destinati ad accoglierla, a eventi eccezionali. Raramente coincide con la strada sotto casa, con il giardino del quartiere, con una piazza, uno slargo, con quel pezzo di città che attraversano ogni giorno senza fermarsi.